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Calcio Napoli



Lavezzi "Non sono il nuovo Maradona"

feb 22 2012 20:09 | MaurizioMan in Calcio Napoli

Intervista ESCLUSIVA a




Ezequiel Lavezzi

che, ai microfoni di Eurosport, si racconta a 360 gradi spiegando le origini del soprannome Pocho, del suo rapporto con Maradona e dei suoi progetti futuri







Intervista esclusiva all'attaccante argentino del Napoli che, ai microfoni di EUROSPORT, si racconta tra passato, presente e futuro...

Quali sono le caratteristiche tattiche del Napoli?


La nostra squadra sfrutta al massimo le qualità della rosa, siamo una formazione che lascia il possesso palla agli avversari per poi cercare ripartenze rapide e micidiali. Questa è la nostra migliore arma.


Dove potete arrivare?


Sono molto soddisfatto di quello che abbiamo fatto fino ad ora, ma io sono uno che non si accontenta mai, che ha fame di vittorie, così come il resto della squadra. Vogliamo migliorare e diventare uno dei migliori club in Europa.


In molti a Napoli ti paragonano a Maradona, che ne pensi?


Non ho particolari problemi su questo tema, anche se l'unica cosa che mi accosta a Maradona è che entrambi siamo argentini. Lui ha scritto la storia di questo club, tutti sanno cosa ha fatto qui, io provo solamente a fare del mio meglio, ovvero giocare bene a calcio. Non mi preoccupo di questi paragoni, e sopporto benissimo tutta questa pressione perché so benissimo che Maradona è stato, è e sarà sempre una sorta di Dio qui a Napoli. Io sono argentino, come lui certo, ma sono anche un giocatore con caratteristiche diverse; sono un calciatore che si mette completamente a servizio della squadra.


Come hai cominciato a giocare a calcio?


Sono nato a Rosario e ho cominciato a giocare lì, poi a 14-15 anni ho cominciato a giocare per una squadra di terza categoria dove sono stato scovato da un osservatore del Genoa che ha comprato il mio cartellino e poi mi ha lasciato in prestito in un club di prima divisione, il San Lorenzo. Sono stato lì per tre stagioni anche dopo che il Genoa mi aveva acquistato, poi lo stesso San Lorenzo ha deciso di riscattare il mio cartellino... poi è arrivato il Napoli che mi ha portato in Europa.


Raccontaci un po' delle tue origini...


Vengo da una famiglia umile, con poche possibilità, ma in Argentina ci sono molte storie come le mie. Per questo molti bambini giocano a calcio, sperano di avere fortuna così... come nel mio caso


Come mai El Pocho?


E' un soprannome che mi hanno dato da bambino, perché avevo un cane che si chiamava così... e così mi è rimasto il suo soprannome...


Oltre alla Serie A dove ti piacerebbe giocare?


Mi piace la Liga spagnola dove ci sono un sacco di calciatori forti, ma anche la Premier League non è niente male. Sono due campionati interessanti, dove ogni calciatore vorrebbe giocare prima o poi. E' il bello del nostro lavoro, ci permette di girare Paesi e scoprire culture differenti. Ad esempio, io non parlo inglese, ma un giorno mi piacerebbe impararlo...


Qual è il tuo modello?


Maradona


Qual è il giocatore che ammiri di più?


Non ho modelli attuali, ma un calciatore che mi piace sempre guardare alla tv è sicuramente Messi


Chi vince la Champions?


Non lo so, spero solamente che il Napoli faccia bene...


eurosport.yahoo.com



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Maradona : "Napoli, che gioia!"

feb 22 2012 20:25 | MaurizioMan in Calcio Napoli



"Tre a uno spettacolare, che gioia, forza Napoli!". Firmato Diego Armando Maradona. Incisivo come le sue celebri giocate, efficace come le serpentine con cui piantava in asso file di difensori, l'indimenticabile fuoriclasse argentino invia un tweet carico di entusiasmo e passione azzurra. Il messaggio più bello per la sterminata e internazionale torcida napoletana all'indomani del successo per tre a uno sul ricco Chelsea di Abramovic. La conferma di un legame mai interrotto da parte di chi trasformò la storia del Napoli con due scudetti e un trionfo europeo.


Fonte: Repubblica Napoli





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Ranking UEFA, il Napoli sale: quest'anno te...

feb 22 2012 19:58 | MaurizioMan in Calcio Napoli

Il sito it.uefa.com riporta le classifiche, aggiornate dopo ogni gara di Champions League e di Europa League, del Ranking UEFA per Club. Dopo la strepitosa vittoria di ieri, il Napoli è salito al 54esimo posto, che è un dato assai significativo se si pensa che lo scorso anno occupava la 94esima posizione e che il punteggio è la somma di quelli conseguiti nella stagione corrente e nelle precedenti quattro. Insomma ben 5 anni. Pensare che il Chelsea, dopo la sconfitta di ieri, rimane ancora al terzo posto, dietro Barcellona e Manchester United, la dice lunga sull'impresa degli azzurri di ieri. Se poi guardiamo i punteggi conseguiti, allo stato, nella sola stagione corrente, troviamo il Napoli addirittura terzo, dietro Barcellona e Real Madrid! Proprio le posizioni di Napoli (54°) e Chelsea (3°) fanno capire quanto lungo sia il cammino per scalare le posizioni in questa particolare graduatoria, ma il progetto di De Laurentiis lascia proprio ben sperare per il futuro.



areanapoli.it

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Maradona: "Messi migliore di me? Rido!...

feb 23 2012 00:36 | MaurizioMan in Calcio Napoli

Per molti Messi si è già guadagnato lo scettro di migliore di tutti i tempi, sorpassando sia Pelé sia il connazionale Maradona. A soli 24 anni, con 220 gol Messi è già il secondo marcatore di sempre nella storia del Barcellona, ha vinto trofei su trofei, tra cui tre Champions League e tre Palloni d'Oro consecutivi. L'unico interrogativo è legato al palcoscenico internazionale: Messi non sembra infatti riuscire a sfondare con la maglia dell'Argentina.


Messi meglio di Maradona? La domanda è stata posta allo stesso Pibe de Oro: "Messi sta facendo davvero grandi cose" risponde Maradona, che ha allenato la Pulce quando è stato ct della Selección "ma io ho costruito la mia carriera e lui si sta costruendo la sua. Alla fine della carriera si potrà dire 'è stato meglio uno' o 'ho preferito l'altro'. Rido quando la gente dice che Messi 'è meglio di Maradona'. Lasciate che Messi scriva la sua storia e alla fine si potrà decidere chi è il migliore".


Parlando di giocatori che hanno finito entrambi la carriera, Maradona non ha nessuno dubbio su chi sia il migliore tra lui e Pelé: "Io, assolutamente".


Fonte: sport360.com



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Lavezzi addolorato: "Colpito dalla tragedia...

feb 22 2012 22:49 | MaurizioMan in Calcio Napoli

"Colpito dalla tragedia nel mio paese, a Buenos Aires. Un pensiero per le vittime e i loro familiari", questo il tweet di Ezequiel Lavezzi relativo al terribile incidente ferroviaro avvenuto in Argentina alla stazione ferroviaria di Once. I primi tre vagoni hanno riportato gravi danni nell'impatto, e vari passeggeri sono rimasti intrappolati all'interno delle carrozze. Si contano già 49 morti, almeno 600 i feriti di cui 200 gravi.



areanapoli.it

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Ferlaino: Lavezzi mi piace, è uno scugnizzo"

feb 22 2012 20:58 | MaurizioMan in Calcio Napoli







L'ex presindete del Napoli Corrado Ferlaino parla a radio marte:
"Mi ha colpito soprattutto la grinta e la determinazione della squadra, tutti hanno fatto una grande partita. Lavezzi mi piace molto, è uno scugnizzo che si diverte a saltare l'avversario, quasi a prenderlo in giro. Sono fiducioso per il passaggio del turno, il Napoli gioca meglio fuori casa che nelle mura amiche. L'incontro con De Laurentiis? Abbiamo parlato di tutto tranne che di calcio."


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Bruscolotti:"Darei la fascia di capitano al...

feb 22 2012 20:33 | MaurizioMan in Calcio Napoli





L'ex bandiera azzurra Beppe Bruscolotti è intervenuto a marte sport live:
"Cannavaro è stato bravo a non abbattersi dopo l'errore, mai inginocchiarsi davanti ad un errore, bisogna reagire subito. Lavezzi ha dato tutto, è un trascinatore, io credo si meriti la fascia di capitano, se fosse mia sarei disposta a cederla di nuovo come feci con Maradona. al ritorno bisognerà fare attenzione, la partita non è chiusa. Grava? E' un difensore vecchio stampo, uno che fa capire subito agli attaccanti che aria tira. Terzo posto? Il campionato è lungo, c'è tempo."


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Renica: "Il Napoli contro il Chelsea sembra...

feb 22 2012 20:23 | MaurizioMan in Calcio Napoli


Lui c'era quella sera in cui il Napoli di Maradona alzò al cielo la sua prima, e finora unica, coppa europea, quella Coppa Uefa 1988/89 che "era un pò come una Champions League, perchè partecipavano le seconde dei campionati nazionali e il livello era altissimo". A ricordare quei giorni è Alessandro Renica, muro difensivo del Napoli di Maradona, che si portò a casa quel trofeo dopo aver fatto fuori in successione Bordeaux, Juventus, Bayern Monaco e Stoccarda. Renica, che non ha mai lasciato il suo amore per il calcio e oggi allena i dilettanti del Trissino nell'Eccellenza veneta, sta seguendo il Napoli di Mazzarri, e ieri sera, nel trionfo azzurro contro il Chelsea, ha rivissuto le atmosfere della "sua" coppa: "L'intensità in campo - ricorda - l'emozione e la determinazione che vedo sui volti dei giocatori azzurri di oggi è la stessa che avevamo noi allora. E anche la cornice di pubblico del San Paolo lo è. Noi e i ragazzi di Mazzarri condividiamo partite tiratissime, per inseguire obiettivi importanti. Comunque vada il prosieguo della stagione questi calciatori si sono meritati un plauso per come sentono la maglia e per il feeling che hanno creato con il pubblico che ricorda il nostro".


L'ex difensore, che visse tutta l'epoca d'oro del Napoli di Maradona vincendo due scudetti, la Coppa Uefa e due Coppe Italia, elogia la prestazione degli azzurri contro il Chelsea: "Il Napoli - spiega - ha giocatori importanti che sentono la partita e sono in grado di offrire grandi prestazioni come hanno fatto ieri. Resta un pò di rammarico per il mancato gol del 4-1 che avrebbe dato maggiori certezze di passaggio del turno". Renica sottolinea anche la personalità dimostrata dagli azzurri: "Hanno subito un episodio sfortunato con quello strano rimbalzo che ha messo fuori gioco Cannavaro, ma non si sono lasciati condizionare e hanno ribaltato la gara". Nella cavalcata vincente verso la Coppa Uefa, Renica segnò il gol decisivo nella doppia sfida contro la Juventus nei quarti di finale, una doppia sfida che il Napoli vinse in rimonta: dopo aver perso 2-0 a Torino gli azzurri firmarono lo stesso risultato al San Paolo portando la Juve ai supplementari, lì all'ultimo minuto prima dei rigori, il difensore firmò il 3-0 finale di testa. Ma il Chelsea può rimontare? "Sarà dura - spiega Renica - perchè se il Napoli è in giornata è davvero in grado di controllare il Chelsea e passare il turno. Certo ci vorrà concentrazione, perchè loro hanno grandi campioni e lo hanno dimostrato anche al San Paolo, ottenendo diverse occasioni da gol nonostante la squadra non sia al top della forma". Renica vede il Napoli capace di andare avanti in Europa, quindi, ma il difensore guarda anche al campionato: "L'esperienza europea - dice - è bellissima per i tifosi azzurri, ma resto convinto che se il Napoli avesse puntato tutto sullo scudetto quest'anno avrebbe potuto vincerlo. Ora, però godiamoci queste vittorie, come ha fatto anche Maradona mandando il suo messaggio su Twitter".


Fonte: Resport.it


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Serie A - Il coraggio non salva il Siena al Fra...

feb 22 2012 20:19 | MaurizioMan in Calcio Napoli

Un rigore di Lodi proietta il


Catania

nelle zone più tranquille della classifica e mette invece in acque più che agitate il


Siena

. Gli etnei passano per 1-0 e salgono a 30 punti, agganciando Chievo e Genoa e superando Fiorentina, Bologna, Parma e Atalanta





Sannino l'aveva detto: "Siena, non possiamo più sbagliare!". Difficile alla luce della restazione del Siena parlare di sbaglio. I toscani ci provano infatti fino all'ultimo e sfiorano in più occasioni il gol del pareggio contro l'ordinato e cinico Catania di Montella ma non basta. Non bastano la forza di Destro, di Calaiò e la concretezza delle riserve per portare a casa un risultato di importanza capitale. Il Catania si aggiudica la sfida del Franchi e vola in classifica a 30 punti creando un solco importante tra salvezza e retrocessione. Un distacco che per Siena,


Lecce

, Novara e


Cesena

non sarà facile da recuperare.

Nel primo tempo le due squadre corrono e giocano a viso aperto ma a sbloccare il risultato è solo un calcio di rigore. Incredibile l'ingenuità di Gazzi che tocca con una mano in area. Il solito Lodi, con un pizzico di fortuna, non sbaglia. E' il minuto 23 e quello dagli undici metri del centrocampista sarà l'unico ma importantissimo gol della sfida del Franchi.


Gli uomini di Sannino non mollano e meritano comunque l'applauso finale per la volontà e il coraggio dimostrati. Destro e Calaiò si danno un gran da fare ma il Catania è squadra ben messa in campo da Montella. E quando i padroni di casa riescono a sfondare è Carrizo a metterci una pezza.


Nel secondo tempo gioca molto meglio il Siena ma è il Catania a sfiorare il raddoppio con Lodi che su calcio di punizione (intervento avvenuto in area) sfiora la traversa. L'ultima mezzora è un assedio toscano con Montella che si arrabbia per l'atteggiamento eccessivamente passivo dei suoi. Brienza e il neo entrato Bogdani ci provano, Gonzalez sfiora il pareggio da fuori area ma il Catania, alla fine si salva. A vedere invece la salvezza allontanarsi è proprio il Siena che con questo brutto ko interno resta in piena zona retrocessione a 5 punti dall'Atalanta.


Eurosport



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Maggio, commosso, resta a guardare da solo la f...

feb 22 2012 19:57 | MaurizioMan in Calcio Napoli


C'è una scena della splendida serata del San Paolo che è sfuggita ai più, ma che forse è da considerare tra le più belle in assoluto. Al triplice fischio finale, nel tripudio del catino di Fuorigrotta, in cui riecheggiavano a gran voce le note di "O' surdato nnammurato", c'è stato un calciatore del Napoli che ha preferito ritardare l'ingresso negli spogliatoi insieme agli altri compagni, per restare sul manto di gioco a godersi la festa del pubblico partenopeo. Si tratta di Christian Maggio, che visibilmente commosso, è rimasto fermo al centro del campo, per alcuni minuti, a guardare la sciarpata ed il canto della torcida azzurra. L'esterno di Mazzarri ha girato più volte il suo sguardo verso ogni settore dello stadio, per non perdersi neanche un particolare di un'indimenticabile notte che sicuramente porterà per sempre dentro di sè, nonostante il rammarico per il mancato gol del 4-1.


Fonte: napolitoday.it


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Fascetti: " Gara con l'Inter? Ecco cosa...

feb 22 2012 19:54 | MaurizioMan in Calcio Napoli

Eugenio Fascetti, ha rilasciato alcune dichiarazioni sul Napoli ai microfoni di 91° MINUTO in onda su Radio Club 91. "Mazzarri ha portato la squadra in forma al momento giusto. Ha anche rischiato, ma per ora gli è andata bene perché secondo me il Napoli non è all'altezza per vincere lo scudetto, ma sull'onda dell'entusiasmo derivante dalla coppa può raggiungere il 3° posto. La medesima strategia è stata adottata dal Milan, mentre l'Inter ha iniziato bene il 2012 è poi è calata. Sfida con l'Inter? I neroazzurri possono essere in crisi, ma certe squadre hanno giocatori dalla carriera importante. C'è sempre da aver paura di queste selezioni che sembrano in crisi. Per me l'Inter è un'ex squadra, ma può risorgere all'improvviso anche stimolata dal contesto San Paolo. Penso che entrambi i team giocheranno al massimo il match".

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NAPOLI-CHELSEA:La selezione di titoli ed editor...

feb 22 2012 11:50 | MaurizioMan in Calcio Napoli

Napoli-Chelsea, la rassegna stampa italiana
Il Napoli inventa una trama da deliri. Comincia tremando, termina in una Napoli che l’emozione fa impazzire e cantare, altra indimenticabile notte europea. Si presenta sfilacciato, persino pavido, poi i suoi lampi di gioco diventano sempre più frequenti fino a bruciare il Chelsea e forse il pallido Villas Boas. Il 3-1 chiede un’altra impresa a Londra. Ma nella storia infinita c’è un attimo fatale. È un cambio di scena. Un sipario che si rialza. È una luce che finalmente esplode. Ecco, quando Campagnaro sale a destra e con una pennellata obliqua trova lontano sul secondo palo Cavani, abile più di un mimo, a spingere come una sberla di vento la palla del raddoppio. È il momento che cancella i dubbi su una scelta molto discussa: ancora una volta Mazzarri ha preferito Campagnaro a Grava, che sembrava l’omino giusto per Mata. Dubbio riesploso dopo il primo gol di Mata e le prime incertezze di Campagnaro, in un disagio segnalato dal cappuccio bianco, intorno al capo ferito e fasciato.

Da quel momento tutto è sembrato lontano. Si è riaperto lo scontro su ritmi diversi: per troppo tempo il Napoli aveva sofferto nella più blanda velocità degli inglesi. Il sottoritmo, si sa, avvantaggia chi è più tecnico. Sono apparse futili le recite dell’ultim’ora. Gli inglesi che raccattano in albergo un foglio con squadra sbagliata: chi metteva in giro false notizie, il Chelsea? O è stato solo uno scoop imperfetto? Ci si è messo anche il Napoli: Mazzarri squalificato vedrà la partita in albergo, si sente dire. Un giovane dirigente si è preoccupato di non smentirla. Si è pensato davvero di vincere così? Signori, è la Champions. Il record di incasso invece ne rende subito la dimensione e il fascino, alla pari dei prezzi. Lunari. Tre milioni e mezzo senza vendere tutti i biglietti. Roba da Europa straricca.

Villas Boas, smunto e tesissimo nel suo impermeabile da modello, ha tentato di nascondere le decisioni, vero o falso quel foglietto. Ha scelto solo il massiccio Drogba tra i suoi oppositori. Poi, solo fedelissimi. Il portoghese Bosingwa inserito in difesa ha sentito forte il senso della missione da ritirarsi subito, per restituire il posto a Ashley Cole di certo più utile con le sue incursioni sulla sinistra, ma in affanno nelle chiusure su Maggio. A destra, in parallelo, Ivanovic con lo stesso furore. Ma la coppia centrale Luiz-Cahill nel confronto con Cavani ha aperto gli squarci fatali delle difese inglesi, massicce ma lente.

Peccato che il Napoli abbia a tratti rivelato errori, pause, tremori. Una costruzione macchinosa nel primo tempo per lo choc del gol subìto da Mata, ma anche per la maggiore fluidità dell’inedito centrocampo assemblato da Villas Boas: l’inatteso Malouda tra il fidato Ramires e Meireles, con la sorprendente esclusione di Lampard entrato di malavoglia nel finale. I tre hanno premiato solo a intervalli l’intuizione di Villas Boas coordinandosi con il sempre insidioso spagnolo Mata, guizzante come si sapeva, ma lasciato troppo libero nelle sue diaboliche conversioni. Il Napoli ha risposto con due centrocampisti di sicuro livello internazionale: l’autorevole e accigliato Inler accanto a quel gigantesco nano di Gargano, meno con Hamsik che si è poco curato dell’economia del reparto come a Firenze, per esporsi nella ripresa, nella trequarti, in fase quando si sono allargati varchi e distanze.

Il Chelsea non si aspettava un Napoli così reattivo: non sempre coeso, talvolta a disagio in difesa per errori nei movimenti, utile ma spesso lezioso in Zuniga sulla sinistra, è stato micidiale nei suoi assalti. Illogici, estemporanei, brucianti. Cavani e Lavezzi hanno sconvolto le spocchiose strategie difensive inglesi, dimostrando quanto siano devastanti le ripartenze all’italiana eseguite dai più sanguigni sudamericani: i napoletanissimi Cavani, Lavezzi, Gargano.

Antonio Corbo
la Repubblica Napoli



Un altro passo nell'incredibile. Il Napoli che batte 3-1 il Chelsea è qualcosa che, detto sei mesi fa, avrebbe fatto accorrere gli infermieri del 118 e invece è la realtà in un cammino europeo che passa di sorpresa in sorpresa. È il momento della gioia per una città che vive di queste emozioni e si era quasi rassegnata a non poterne più vivere di così intense. Ma l'entusiasmo incontenibile per il successo in rimonta firmato da Lavezzi e Cavani si vena di recriminazioni perchè la qualificazione ai quarti si poteva chiudere già nella ripresa al San Paolo, come ha fatto il Milan contro l'Arsenal. Questione di esperienza. Di cinismo. Sarebbe terribile rimpiangere tra tre settimane a Stamford Bridge il gol sbagliato da Lavezzi sul 2-1 e l'incredibile salvataggio sulla linea sul tiro di Maggio per il quarto gol. Due reti di vantaggio sono abbastanza ma non offrono garanzie anche perché a Londra il Napoli potrebbe incontrare un avversario meno scombinato, probabilmente con un altro allenatore al posto di Andrè Villas Boas che fa quasi tenerezza con quell'aria da bravo ragazzo che non sa farsi ascoltare.

Imbattersi nel Chelsea, oggi, è come trovare mille euro dando un calcio a una pietra. La difesa è un capolavoro di sgangheratezza e non crediamo che sia soltanto per l'assenza di Terry. Mai visti i londinesi in queste condizioni, neppure durante la crisi che portò al siluramento di Mourinho. Il povero Cech ormai gioca con il casco non per proteggersi la testa dai colpi ma per non strapparsi i capelli per la disperazione: il suo sguardo allo stordito Ivanovic, dopo il gol di Cavani, era un colpo di pistola sparato con le pupille. Del resto ci si è dimenticati di cos'era il Porto allenato da Villas Boas. In attacco macinava occasioni, e per questo ha vinto in Portogallo e nell' Europa League. La difesa invece era da luna park: purtroppo per lui ha portato al Chelsea soltanto i carrozzoni del tiro a segno.

Marco Ansaldo
La Stampa


Grande risultato e grande Napoli, a tratti irresistibile. In una serata all’inglese, sotto la pioggia, senza la frusta di Mazzarri, parte bene, va sotto, rimonta in un crescendo fortissimo, poteva essere 4-1 senza il salvataggio di Cole sulla linea (tiro di Maggio). Che nel finale ci fosse ancora uno dei cursori davanti a Cech la dice lunga sulla vitalità di una squadra che in Champions si esalta e regala imprese di cui è piuttosto avara in campionato.

Si parlerà di vittoria del cuore. Giusto, il cuore serve anche a rialzarsi dopo uno scivolone. Il gol di Mata, per quando e come è arrivato, poteva stendere una squadra anche più esperta del Napoli. Dopo due palle-gol respinte da Cech (tiri di Cavani e Maggio), Cannavaro s’ingarbuglia su un facile rinvio, ma non è tutta colpa sua (il pallone rimbalza male sulla linea bianca dei 16 metri) e Mata non sbaglia. E’ qui che appaiono i fantasmi: squadra esperta di qua, inesperta di là. L’esperienza ieri sera valeva meno dello spirito di gruppo. Sottolineato dal sangue perso e dal turbante a cuffia, che faceva sembrare Campagnaro un enorme neonato, dalle corse di Maggio e Zuniga, dalle scorribande di Lavezzi, due gol fatti e uno facile sbagliato, dalla lucidità di Cavani, sempre tra i più utili alla causa, sempre là dove serve che sia, anche in difesa.

La sensazione è che Villas-Boas non abbia azzeccato formazione. A parte gli acciacchi di Terry, che starà fuori a lungo, non s’è capita la rinuncia a Lampard (ha giocato gli ultimi 20’) per Malouda e nemmeno Bosingwa, uscito dopo 10’, per A. Cole. Tenere in campo Drogba fino alla fine, altra scelta incomprensibile. Il Napoli ringrazia, ovviamente. Non ha nemmeno avuto bisogno di picchiare (7 falli commessi contro 19) e s’è preso con coraggio le sue responsabilità. Il numero delle occasioni parla di netta superiorità e di partita sotto controllo. Un rallentamento nel primo quarto d’ora della ripresa ha forse illuso il Chelsea: anche per il Napoli un salvataggio sulla linea (Zuniga), ma tra respinte casuali e palloni persi a centrocampo ci sono le due occasioni per Lavezzi, una sciupata e una no.

Ottimo risultato, al ritorno non sarà una passeggiata ma con le solite armi (contropiede, velocità) il Napoli può fare la sua parte e continuare la corsa in Europa. E magari Hamsik sarà meno flebile. Sono dettagli, anzi il fatto che più d’un giocatore azzurro non abbia disputato la sua partita più bella, aumenta i meriti del gruppo, al di là di quelli di Cavani e Lavezzi. E i demeriti del Chelsea, davvero deludente.

Gianni Mura
la Repubblica



Il Napoli sale sul treno della Champions grazie alla solita - pare una contraddizione, ma non lo è - partita della vita. Solita, certo: quello che Lavezzi e Cavani stanno facendo in Europa è semplicemente lo straordinario piegato a normalità. Eliminare Manchester City e Villarreal era stata già un'impresa da sballo. Questo 3-1 al Chelsea, squadra visibilmente malata ma sempre molto temibile, è un salto oltre un'asticella più alta. L'eliminatoria non è chiusa, ma indirizzata sì perché anche senza Mazzarri in panchina il Napoli non è soltanto entusiasmo, ma anche tattica, intelligenza, capacità di gestione e di freddezza nei momenti chiave. E' possibile che fra tre settimane il Chelsea abbia un altro allenatore in panchina, il destino di Villas Boas dipendeva molto da questa partita. Chiunque ci sia, però, a Stamford Bridge il Napoli è capace di segnare.

Paolo Condò
La Gazzetta dello Sport


Se Villas Boas era l’enfant prodige della panchina allora Mazzarri è un vero e proprio santone. Il Napoli ha vinto e giganteggiato. Una vittoria così netta per espressione di gioco, per qualità individuale e collettiva, per personalità questa squadra non l’aveva mai ottenuta in Champions. Sì, ci sono state altre grandi serate come quella con il Manchester City, sia all’andata che al ritorno, ma questa era la prova di maturità: dopo ventuno anni, una sfida a eliminazione diretta. Cambia tutto, la prospettiva, l’approccio a una gara di 180 divisa in due tronconi. Nel girone ci si può anche distrarre; in queste sfide non si può concedere nulla perché quello che concedi poi alla distanza lo paghi. Il Napoli non ha concesso nulla. Solo una distrazione. E’ andato in svantaggio ed è riuscito a scalare di corsa una montagna, a piedi nudi e senza rampini. Un capolavoro che Mazzarri si è gustato dal suo nascondiglio. Ha vinto la squadra e ovviamente i «tenori»: Lavezzi, straordinario (la gente lo ha acclamato a gran voce e giustamente: «Poco, Pocho!»), un gigante nonostante la sua altezza non sia quella di Drogba, e Cavani, uno che rincorre gli avversari pure in bagno e poi di gran carriera va a far gol. Ma hanno vinto anche gli umili pedalatori, la gente di corsa e di sofferenza come Gargano e Maggio; la gente di «intelletto» e di geometrie come Inler. Hanno vinto Napoli e il Napoli, squadra e tifosi uniti in un grandissimo abbraccio. Sì, questa serata ventuno anni dopo non si può dimenticare. Lavezzi e Cavani l’hanno resa indimenticabile. Ora la prospettiva cambia perché al ritorno si potrà gestire questo vantaggio, con la solita umiltà e caparbietà.

CHOC – Che il Chelsea sia una squadra in questo momento piena di interrogativi lo si è capito sin dalla formazione mandata in campo dal barcollante Villas Boas: fuori Lampard, fuori Essien, soprattutto fuori Terry che oggi probabilmente sarà operato al ginocchio destro. In mezzo alla difesa, dunque, Cahill e David Luiz che sulla velocità qualcosa la cedono agli avversari, soprattutto ad avversari come il Napoli che hanno attaccanti piuttosto rapidi. La chiave era l’aggressione immediata, le verticalizzazioni improvvise, i cambi di gioco per innestare la velocità degli esterni. E poi le invenzioni di Lavezzi, decisive per questa squadra (per ogni squadra) perché l’organizzazione va benissimo ma poi ci vuole anche la qualità e la creatività e la conferma è venuta dal gol del pareggio, nove minuti dopo lo choc del vantaggio di Mata, regalato da un errore banalissimo (Cannavaro, forse tradito dal terreno di gioco, «ciccava» la palla in mezzo all’area con lo spagnolo in agguato (un gioco da ragazzi a quel punto superare De Sanctis in disperata uscita). Il Napoli la partita l’ha fatta e il Chelsea più che dalla prestazione di squadra, è stato tenuto in linea di galleggiamento da un portiere straordinario, Cech (miracoloso in due occasioni, prima su Cavani e poi su Maggio). Il Chelsea è una squadra con poco gioco collettivo, molto forte fisicamente (e alta) che soffre le verticalizzazioni. L’uscita di scena di Bosingwa nel compito elaborato da Villas Boas ha cambiato poco visto che è stato sostituito da Ashley Cole (che avendo un po’ smarrito la velocità dei tempi migliori, ha un po’ sofferto la velocità di Maggio). Ma è squadra abituata a questi climi, esperta, capace di approfittare delle minime sbavature. Che ci sono state. Soprattutto da parte di Paolo Cannavaro, difettoso in alcune chiusure e diagonali (a parte il gol, una autostrada concessa prima a Ivanovic e poi a Meireles). Il Napoli ha il merito di non essersi fatto schiacciare dal peso psicologico di quello svantaggio. Ha subito la robustezza fisica degli inglesi, ma poi ha saputo affondare con la sua arma migliore: la velocità. Perché veloce è stata l’azione al termine della quale Cavani ha appoggiato a Lavezzi per un imparabile tiro a giro dell’argentino. Così come veloce nel suo dispiegamento è quella che ha consentito Inler di mettere al centro un pallone per la «spalla» di Cavani.

ESTASI – Il Chelsea migliore lo si è visto nei primi venti minuti della ripresa, quando la squadra di Villas Boas ha fatto girare la palla con maggiore velocità favorendo gli inserimenti degli esterni. E quella è stata la fase più delicata anche perché la pressione di è fatta consistente e con tutta quella gente alta e quei palloni in area il pericolo (e l’errore) poteva essere in agguato. Un terzo gol a quel punto avrebbe potuto cambiare l’andamento. Lavezzi prima lo sprecava poi, al 20' lo realizzava dopo un ottimo lavoro di Cavani e un pessimo lavoro di Juan Mata e David Luiz (e anche di Cech che si produceva in un’uscita al di sotto della sua fama). Porta vuota e semplice realizzazione. Sarebbe potuto venire anche un quarto gol se Cole non avesse salvato sulla linea una conclusione di Maggio. Ma può andare bene anche così: a Londra ci si potrà divertire.

Antonio Maglie
Corriere dello Sport


Difficile da dimenticare un Napoli così. Al di là della vittoria bella ed emozionante, è il modo che impressiona, è quel non riuscire a staccare per un attimo lo sguardo dal campo di gioco perché di partite così, di questi tempi, se ne vedono poche. Lavezzi ci mette la firma e pure lo svolazzo, prova un pallonetto dei suoi, fa l’incursore vero, ma è tutta la squadra a convincere. Uno può pure segnare tre gol al Chelsea dopo averne subito uno, e tirare a campare. Si può pure pensare: guarda questi, Drogba più Mata più Sturridge più Ramirez. E temerli. E invece, da subito, una cosa è stata chiara: che Cavani e compagni hanno deciso di giocarsela, tutta e fino in fondo, e vincesse il migliore. Il migliore ha vinto, e poteva pure finire 7-5. Era una partita molto delicata, da affrontare senza frenesie. Si trattava di alzare il ritmo all’improvviso e di colpire con le punte, come con la Fiorentina che però non è il Chelsea. E difatti i «blues» si sono rivelati molto pericolosi nell’assalto finale. Unico appunto da muovere ai padroni di casa: troppi attacchi in superiorità numerica buttati via, per precipitazione. Belli e chirurgici quindi no, ma belli e basta sì. Resta da capire come una squadra in grado di giocare a questi livelli col Chelsea oggi – e col Manchester City e il Bayern ieri – abbia fatto tanta fatica in campionato: forse l’enigma può scioglierlo solo Mazzarri, che nel suo stadio ha fatto, come tutto il Napoli, un figurone. Un martedì grasso, dunque, dopo astinenze durate troppo a lungo. Ora si va a Londra ed è difficile immaginare il Napoli eliminato. L’attacco partenopeo è superiore alla difesa britannica. Tutto si deciderà negli equilibri (o squilibri) di centrocampo e dal tempo che Lavezzi impiegherà a trovare la posizione giusta.

Toni Iavarone
Il Mattino

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Derubate un centinaio di auto fuori lo stadio....

feb 22 2012 13:23 | MaurizioMan in Calcio Napoli

Durante la partita Napoli-Chelsea, circa un centinaio di auto sono state aperte e derubate. I malfattori, mentre i tifosi occupavano i sediolini del San Paolo, tra via Terracina e Viale Kennedy hanno rapinato le vetture portando con sé stereo, cd, porta oggetti oltre che i pomelli del cambio e i bocchettoni dell’aria. Curioso tra l’altro come questi ladri hanno fatto trovare un bigliettino sui parabrezza: “

Se sei allo stadio ed ha ispeso 30, 100 o più euro per una partita, con la crisi che c’è in giro, non ti dispiacerà se prendo qualcosa dalla tua auto per sfamare la mia famiglia. Grazie per la generosità

”. A nulla dunque sono serviti i soldi ‘regalati’ ai parcheggiatori abusivi. Resta da capire se tali furti sono da ricollegare a quelli precedenti contro la società



cn24



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I numeri: Cavani fa il Lavezzi, Mata è troppo solo

feb 22 2012 11:41 | MaurizioMan in Calcio Napoli

Una meravigliosa inversione di ruoli. Stavolta è stato Cavani il braccio destro, in tutti i sensi, di Lavezzi. E il Napoli ha goduto. E il Chelsea ha pianto. C’era una sfida nella sfida in questa partita: i tre tenori di un Mazzarri malinconicamente in tribuna contro il tridente di Villas-Boas formato da Sturridge, Drogba e Mata. Beh, questa sfida è stata ancora più decisiva di quanto si potesse pensare. Perché in questa partita tatticamente, diciamolo, scadente, piena di lanci lunghi soprattutto all’inizio, balzavano all’occhio gli errori delle difese anche a causa del terreno orribile (vero Cannavaro?). E l’ha spuntata chi è riuscito a sfruttare di più le incertezze difensive. Cioè, i fuoriclasse della truppa azzurra.

Immenso Pocho – Il calcio è bello anche perché spesso e volentieri esce dalla logica. Quando il Napoli aveva in pugno la partita, la zolla carogna ha ingannato Cannavaro e consentito a Mata di segnare il gol del vantaggio. Ma poi ci ha pensato un grandissimo Pocho a far ritrovare la logica alla partita. A suon di numeri. Due passaggi-gol, uno a Maggio che ha fatto fare la prodezza a Cech, poi i gol, grazie agli assist di Ezequiel, proprio in mezzo a quello di Cavani su cross di Inler. Certo, poi ha fallito un’occasione facile, proprio da lui, ma in una notte così si può perdonargli questo e altro. La coppia Lavezzi-Cavani ha smantellato i marcantoni del Chelsea giocando in velocità e in verticale. Ha sfruttato le incertezze e ha colpito. Quello che non sono riusciti a fare i dirimpettai di Villas-Boas. Drogba è stato quasi nulla e Mata, a proposito di inversione di ruoli, ha provato a sostituirsi a Drogba. Ha segnato, ci ha riprovato, è stato il migliore del tridente, anzi l’unico (più che) sufficiente. Perché anche Sturridge ha fatto ben poco. Il giovane talento del Chelsea ha mostrato qualche numero ma non è mai stato pericoloso sotto porta. Mentre Hamsik, il terzo tenore è andato in crescendo e ha creato un’occasione da brivido per il potenziale poker.

I numeri – La sfida decisiva è stata quella tra Lavezzi e Mata, gli uomini fantasia. Il Pocho ha tirato 4 volte, due in porta per i gol, ha fatto 6 dribbling di cui 5 riusciti, ha fatto 12 passaggi positivi. L’ex Valencia ha tirato 3 volte, una in porta per il gol, ha fatto un dribbling soltanto ma ha provato a far girare tutta la squadra: ha messo a segno ben 32 passaggi positivi, il 90%. E la differenza, appunto, è tutta lì. Il Pocho ha avuto assistenza, Mata no. Prendiamo Drogba: ha fatto due soli tiri, fuori, mentre Cavani, oltre al gol, ci ha provato altre quattro volte. Lo sviluppo delle azioni poi la dice lunga su perché il Napoli sia stato superiore al Chelsea. Gli azzurri utilizzavano entrambe le fasce per salire con una serie fitta di passaggi tra Zuniga e Lavezzi e, dall’altro lato, di Campagnaro con Inler e Maggio. Gli inglesi utilizzavano solo la linea destra, da Ivanovic a Mata (che si accentrava) o a Sturridge. A sinistra, Malouda era ignorato, anche per colpa sua. Ma son dettagli. Quando Lavezzi e Cavani giocano così, sarebbe dura anche per il Barcellona.

Fabio Bianchi
La Gazzetta dello Sport
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Mazzarri nel 'dirigibile' del San Paolo

feb 22 2012 11:40 | MaurizioMan in Calcio Napoli

Svelato l’arcano. Walter Mazzarri non è vero che ha seguito Napoli-Chelsea a Castelvolturno. Il tecnico, infatti, ieri sera era presente allo stadio San Paolo ma si è sistemato nella porzione più buia e isolata del ‘dirigibile’, quello che sovrasta la tribuna stampa dello stadio di Fuorigrotta. Si tratta di un’area consentita e che è consentita dalle limitazioni dell’Uefa.

Prima della gara Napoli-Chelsea, il ds Riccardo Bigon a Sky aveva detto che Mazzarri era rimasto a Castelvolturno per assistere alla partita in quanto squalificato. Dopo la partita l’allenatore del Napoli è stato intervistato e ha ammesso di essersi recato allo stadio impiegando 25 minuti perchè Napoli era deserta.

resport.it

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In questi 20 giorni, altri pareggini o si crede...

feb 22 2012 11:38 | MaurizioMan in Calcio Napoli

Questa squadra fa impazzire. Ma perché non smette di nascondersi? Non può sporcare serate come queste perdendo a Siena, e in quel modo. Faccio un dicorso crudo: è stata una vigilia stupenda. Un’emozione fantastica. Partita da deliri. Bene, ha capito che rischia di non esserci l’anno prossimo? Qualcuno si assume la responsabilità di negare queste suggestioni fra un anno al pubblico di Napoli? Il Napoli ormai è consegnato al rispetto del calcio europeo. Non può assentarsi nella prossima Champions. Coraggio, deve ripartire. Il terzo posto è possibile. Niente scuse né alibi. L’Europa aspetta due Napoli. Questo e il prossimo.

Antonio Corbo
Corbo.BlogAutore.Repubblica.it

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Ag. Maggio: "Chelsea fortunato su quel tiro...

feb 22 2012 11:33 | MaurizioMan in Calcio Napoli

A Radio Crc nella trasmissione è intervenuto Massimo Briaschi, procuratore di Maggio, : "Più che un gol mancato, quello di Maggio di ieri sera è stato un gol salvato dal Chelsea con un po' di fortuna. L'importante è gare tesoro del risultato acquisito ieri sera. Lo spirito in questo momento è a mille perché la consapevolezza di aver fatto una cosa straordinaria è presente in tutta Napoli. I calciatori azzurri sono consapevoli delle proprie potenzialità perché il Napoli è una squadra forte, costruita nel migliore del modi con calciatori importantissimi in ruoli delicati. Credo sia giusto fare un ringraziamento alla società per quello che sta facendo e alla città per come sta rispondendo. Napoli-Inter? Se si guardano le prestazioni delle due squadre viene da pensare che il Napoli possa essere avvantaggiato ma non è così perché l'Inter è formata da grandi campionati che possono cambiare la partita in qualsiasi momento. Sono però certo che il Napoli riuscirà ad incassare i tre punti".

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Ag. Cavani: "Media goal mostruosa!"

feb 22 2012 11:28 | MaurizioMan in Calcio Napoli


Claudio Anellucci, procuratore di Cavani, parla ai microfoni di Marte Sport Live:"E' la vittoria di tutto il gruppo, credo ci sia stata una preparazione mirata per arrivare al top contro il Chelsea. Il Napoli ha corso di più e meglio dei Blues e ha fatto la differenza. Ieri mi sono davvero emozionato al San Paolo. Edi è stato incredibile, ha fatto un movimento impressionante, non era facile". Il Matador ha raggiunto quota 23 gol: "La sua media è incredibile, ma il merito è del modulo, dell'allenatore e dei compagni. Gargano è stato fenomenale, correva anche dopo la partita. Siamo davanti ad una grande impresa, ora bisogna continuare a Stamford Bridge".


Fonte: Radio Marte


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Villas Boas stringe la mano a Walter Mazzarri

feb 22 2012 11:24 | MaurizioMan in Calcio Napoli


Alla fine di una pazza giornata, segnata dal definitivo ko di Terry e dalla decisione del difensore di andare sotto i ferri, Andrè Villas Boas al gol (casuale) di Mata per un attimo ha sperato che la ruota avesse iniziato finalmente a girare per il verso giusto. Lavezzi e Cavani l'hanno svegliato nel modo più brusco possibile. La differenza tra il Napoli e il suo Chelsea sta tutta in quei due lì. "Perché il Napoli è stato molto più efficiente davanti alla porta", spiega il portoghese, che negli spogliatoi ha incontrato Mazzarri, gli ha stretto la mano e gli ha detto: "Complimenti, siete stati più bravi di noi". "E' stata una partita molto equilibrata, ci sono state quindici opportunità per noi, sedici per il Napoli. Se riusciremo a essere più bravi davanti alla porta, forse possiamo farcela".


CORAGGIO - In quel "forse" c'è tutto il dilemma del tecnico del portoghese: non è uno sciocco, sa che la situazione gli sta sfuggendo di mano, al di là di quei continui richiami al contratto – "Ho la fiducia della proprietà" - che sembrano più che altro un modo per disincentivare tentativi di ammutinamento. Sa di potercela fare ma c'è quel terzo gol a fare la differenza: non gli basterà la semplice vittoria a Stamford Bridge. "Dopo la nostra rete, c'era la voglia del Napoli di rimettere in piedi il risultato, ma la situazione era equilibrata. Il terzo gol è nato come errore individuale e questo non deve accadere. Abbiamo fatto il lavoro che dovevamo come squadra, mi ritengo fiducioso per il ritorno: il Napoli esprime un gioco molto aperto, con le opportunità che abbiamo avuto possiamo invertire il risultato".


IL FOGLIETTO - Ieri mattina seduta di stretching sulla terrazza di Castel dell'Ovo, poi riunione tecnica in albergo. Al termine della quale uno scatto "rubato", e rimbalzato sul web e sui social network, ha svelato la lavagna con le presunte scelte di Villas Boas: Ashley Cole e Terry in difesa, Essien e Lampard a centrocampo. Le cose sono andate diversamente, in realtà, anche perché nel primo pomeriggio non era ancora chiaro il destino di Terry. Spiega Villas Boas a proposito delle esclusioni eccellenti: "Ho parlato con i ragazzi, sono state delle mie decisioni e le hanno accettate". Certo, in giorni di burrasca fare fuori due come Lampard e Cole non aiuta, per niente. "Io in bilico? Queste sono solo speculazioni. Quanto al futuro, ci sono prospettive diverse, ognuno ha la sua visione. Per ora pensiamo solo al presente". E a rimediare una stagione sempre più compromessa. Il portoghese commenta anche le voci di mercato in chiave nerazzurra: "Si parla di me all'Inter? Ho il massimo rispetto per Ranieri, io e lui dobbiamo continuare a credere nel nostro lavoro. Capisco di essere sempre sul mercato ma voglio far parte del progetto Chelsea".


TERRY E DROGBA - Terry, intanto, già oggi potrebbe sottoporsi ad intervento in atroscopia al ginocchio destro, lo stop è stimato in 4-6 settimane. Proprio a poche ore dal match il club ha ufficializzato il rinnovo di Ramires fino al 2017. E Drogba? Per ora non firma e il 30 giugno sarà libero. "Se sarà possibile vedermi al Milan? Perché no. Non si sa mai, nel calcio - ha detto prima della gara a sportmediaset.it – tutto è possibile".


Fonte: Corriere dello Sport


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