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Pizarro, ecco il regista scelto dalla Fiorentina E’ argentino, ha quasi 22 anni, gioca nel Lanus e Corvino ha cercato di farlo arrivare in Italia già alla fine di gennaio: l’affare è slittato all’inizio di luglio perché il centrocampista sta ancora completando la documentazione per diventare comunitario. Pizarro è un playmaker, garantisce ordine e sostanza, può fare il perno centrale in una linea a tre, oppure muoversi in un classico 4-4-2.
ROMA
- L’ultimo argentino che ha giocato nella Fiorentina non ha lasciato un grande ricordo, dopo un po’ è risalito sull’aereo quasi nell’indifferenza generale: Mario Bolatti, soprannominato il “gringo”, un incrocio a livello tattico tra un mediano e un regista, ha faticato a inserirsi e a imporsi. Eppure nel Belgrano e nell’Huracan aveva catturato l’attenzione di diversi dirigenti stranieri, ricevendo anche la chiamata del Porto. Proprio lui aveva regalato alla nazionale di Maradona la sofferta qualificazione al Mondiale in Sudafrica, firmando il gol della vittoria contro l’Uruguay (1-0). Bolatti si è fermato in maglia viola giusto un anno, dal gennaio del 2010 al febbraio del 2011, quando si è trasferito in Brasile, a Porto Alegre, e ha firmato un contratto con l’Internacional. Ma la storia della Fiorentina è piena di argentini. Una tradizione prestigiosa. E due di loro, Gabriel Batistuta (168 gol) e Miguel Montuori (72 reti), figurano sul podio nella classifica dei migliori attaccanti viola in serie A, con lo svedese Kurt Hamrin (150 gol) al secondo posto.
IL NUOVO ACQUISTO
- Il prossimo argentino è stato già prenotato, ma non è una punta. La Fiorentina ha provato a tesserarlo alla fine di gennaio, anche se per problemi di passaporto l’arrivo di Guido Hernan Pizarro, centrocampista, classe 1990, è stato rinviato all’estate. Sperava di ottenere la cittadinanza italiana entro la chiusura del mercato invernale e di mettersi subito a disposizione di Delio Rossi. Invece i tempi si sono allungati e l’investitura è slittata.
LE CARATTERISTICHE
- Pizarro è un playmaker, gioca nel Lanus, garantisce ordine e sostanza, ha ventuno anni, può fare il perno centrale in una linea a tre, oppure muoversi in un classico 4-4-2. Organizza la manovra, smista il pallone, fa nascere l’azione, è elegante e concreto, ha rapidità di esecuzione. Cerca di dare profondità alle trame, sfrutta le fasce e il movimento degli esterni, ha un modo di proporsi molto europeo, a differenza del tipico “volante” sudamericano, portato a lavorare in orizzontale. Pizarro agisce davanti alla difesa, ha forza e resistenza: è alto un metro e 86, pesa 80 chili, si fa apprezzare anche in fase di copertura. Nel suo ruolo, in base al rendimento dell’ultima stagione, è l’argentino più interessante e promettente.
LA SCELTA DI CORVINO
- La posizione che occupa in campo è la stessa di Gago, Mascherano e Cambiasso. E’ un centrale che imposta e si sacrifica in fase difensiva. Robusto, massiccio, completo. Corvino l’ha studiato a lungo, lo ritiene adatto - per caratteristiche - all’identikit richiesto da Rossi. Pizarro è nato a Buenos Aires il 26 febbraio del 1990, la mamma ha origini italiane. E’ un prodotto del Lanus, che si avvicina a festeggiare il centenario: “El Granate”, come viene chiamato in Argentina, è stato fondato nel 1915. Ha vinto solo uno scudetto, un trionfo che risale al Torneo di Apertura 2007 dopo lo spareggio con il Boca Juniors e il Tigre. Il Lanus porta il nome della città dove è nato Diego Maradona. E’ un club della provincia di Buenos Aires. Pizarro è giovane, ma vanta già una buona esperienza: è stato promosso nella squadra maggiore il primo novembre del 2009, quando ha debuttato allo stadio Monumental di Buenos Aires, in occasione della vittoria (1-0, gol di Maximiliano Velazquez) contro il River Plate. Fu mandato in campo al 90’, al posto del trequartista Sebastian Blanco, classe 1988, che ora gioca in Ucraina nel Metalist Kharkiv.
I SUOI ALLENATORI
- A imprimere una svolta alla sua carriera è stato il tecnico Luis Francisco Zubeldia. Pizarro è stato valorizzato più avanti da Gabriel Schurrer, l’allenatore attuale. Con il portiere Agustin Marchesin, ventiquattro anni il prossimo 16 marzo, già nel mirino del Catania, il nuovo acquisto della Fiorentina è il pilastro del Lanus. E’ un centrocampista che ha dimostrato in Argentina di possedere buone capacità. Nell’ultimo Torneo di Apertura, che si è concluso alla metà di dicembre, ha giocato sedici partite. Trentasei, invece, le presenze accumulate nella stagione precedente, arricchite da tre gol, firmati nelle gare con il Racing Club di Avellaneda, l’Huracan e l’Arsenal di Sarandì. Ma la prima rete da professionista l’aveva realizzata in precedenza, nel Clausura, contro il Colon: una data, quella del 20 aprile del 2010, che merita un cerchio rosso.
IL MONDIALE UNDER 17
- Con Zubeldia, nella fase iniziale del suo inserimento nel Lanus, Pizarro è stato impiegato anche in un 3-5-2, con il compito di dettare i tempi della manovra e di fare filtro. E’ abituato a inserirsi sui calci piazzati, così come aiuta i difensori sui corner e sulle punizioni, perché salta con facilità e i suoi centimetri in area di rigore diventano un valore aggiunto. Geometrie e muscoli, grinta e generosità: Pizarro ha fatto parte della nazionale argentina Under 17, con la quale ha partecipato nel 2007 al Mondiale di categoria in Corea del Nord, vinto in finale dalla Nigeria sulla Spagna del portiere De Gea e del romanista Bojan. Il selezionatore era Miguel Angel Tojo. Facevano parte di quel gruppo anche Eduardo Salvio, Fernando Meza, Mateo Musacchio e Franco Zuculini. L’avventura dell’Argentina si concluse ai quarti di finale proprio contro la Nigeria.
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